Programma nazionale PPA

PPA: MOVIMENTO POLITICO PENSIERO E AZIONE: PROGRAMMA POLITICO

Il Movimento Politico PPA (partito pensiero e azione) ha come scopo l’aggregazione delle esperienze politiche che si riconoscono nei principi e nelle scelte della CARTA FONDAMENTALE DEI DIRITTI DELL’UOMO.

PPA si impegna, nello stesso tempo, a contrastare ogni rischio di slittamento morale ed etico su posizioni conservatrici, incompatibili con l’orizzonte di valori sopra richiamati, i quali costituiscono la struttura portante e distintiva dell’identità politica sulla quale va costruita l’identità dei Popoli: ad iniziare da quello europeo: ad oggi in evidente mano di una Commissione Europea che è di fatto un Ente privato e di conseguenza non eletto dal Popolo.

Per PPA la democrazia va costruita con una originale interpretazione dei bisogni e delle opportunità dei Cittadini in un moderno mix che equilibri i costi dello Stato ai benefici dei suoi Cittadini. Riformando lo Stato laddove si annidino parassitismi e logiche egoistiche di parte.

Sotto un altro profilo, non disgiungibile dal precedente, il PPA intende essere testimonianza di una concezione esigente della democrazia. In questo senso, il rifiuto radicale del razzismo, della xenofobia e di ogni forma di intolleranza costituisce un connotato irrinunciabile della nostra azione. E rimane ferma l’opposizione ad ogni esperimento politico di tipo autoritario o estremistico, al cui richiamo sono stati sensibili in passato tanto i partiti della sinistra quanto i partiti della destra oggi presenti sulla scena politica italiana. Tutto ciò implica il rifiuto di percorsi politico-organizzativi che nei fatti riducono la democrazia rappresentativa ad una versione deformata e grottesca della delega ed impone, al contrario, il rilancio di forme e strumenti di partecipazione politica che valorizzino il pluralismo e il protagonismo del più ampio numero di persone, favorendone il massimo di opportunità di ruoli pubblici e di assunzione di responsabilità individuali.

Ne deriva che PPA si rinnova in impegno coraggioso per il decentramento dei poteri e la valorizzazione del confronto permanente tra istituzioni politiche ed organizzazioni della società civile, le cui sfere di autonomia e di auto-organizzazione vanno riconosciute e valorizzate.

Ecco perché PPA ha accettato di trovare occasione di confronto democratico e di coagulo con una aggregazione di Movimenti della base civile e soprattutto legati al web. Lo ha fatto raccogliendo le istanze di tutti quei cittadini impegnati . Una Lista di innumerevole numero di Movimenti e Gruppi che hanno un programma simile e addirittura oltremodo coraggioso circa i suoi assunti sulla Sovranità Popolare e quella Monetaria.

Insieme ai cittadini e con la loro partecipazione, il PPA si propone come un Contenitore innovativo rispetto il “vecchio politichese”; un Contenitore che rinnova programma e Candidati; diventando un punto di riferimento per chi intende reagire ai limiti, alle insufficienze e, in ultima analisi, al fallimento del modello bipolare così come si è andato costruendo nello scenario politico nazionale degli anni novanta. Si potrà discutere sulle terapie da adottare per correggerne i guasti e  rimuovere le contraddizioni, ma nessuno può disconoscere lo scarto insopportabile che si è venuto a creare tra i principi ispiratori dei tentativi di riforma ed i risultati consolidati durante questa interminabile fase di transizione politica ed istituzionale.

Non si è garantita una maggiore partecipazione politica, alimentando nei cittadini un disagio ambiguo, di cui l’astensionismo è solo l’indicatore meno controverso; è fallito il disegno di garantire una maggiore stabilità del potere esecutivo, visto che sono aumentate le crisi di governo, alimentate da una malattia che sembrava debellata nel nostro paese da oltre un secolo, quella dei “salti della quaglia” di stampo trasformistico; è cresciuta fino al parossismo la frantumazione delle sigle di partito e dei gruppi parlamentari proprio in concomitanza con quelle riforme che ne avrebbero dovuto ridimensionare drasticamente la portata; si sono verticalizzati e centralizzati i poteri decisionali esterni al Parlamento, come esito non previsto della logica del voto in collegi uninominali e dei connessi vincoli di coalizione, esasperando i poteri discrezionali delle segreterie centrali di partito ben al di là di ogni limite immaginabile nella denuncia delle degenerazioni partitocratiche della “prima repubblica”.

A queste promesse non mantenute dalle riforme elettorali dello scorso decennio, si deve aggiungere la sempre più evidente rinuncia a costruire le alleanze bipolari sulla base di reali e trasparenti verifiche di convergenza programmatica, oltre che strategica e valoriale, privilegiando invece la scorciatoia della disinvolta sommatoria elettoralistica, della adozione delle surroghe personalistiche.

Ai “partiti pesanti” della tradizione italiana, ritenuti responsabili di “vizio ideologico” e di oppressione sulla società civile, ma capaci alla fine di rappresentare una visione non equivoca della società ed un progetto politico sul suo futuro, sono subentrati in questi anni i “partiti leggeri”,o addirittura liquidi, indifferenti alle visioni alte della politica e a qualsiasi progetto strategico. Gli interessi generali rischiano di essere così espunti dall’orizzonte della politica, sostituiti solo dalla composizione a mosaico delle convenienze parziali, sostenute da coalizioni di potere occasionali, magari prone all’Uomo forte che il momento individua!

Per tutti questi motivi il PPA si impegna a promuovere soluzioni che riducano i danni derivati dall’artificiosa riduzione ad un bipolarismo obbligato, senza radici, che riaprano la prospettiva di una riforma della politica in grado di tenere assieme partecipazione, scelte di valore, capacità di

governo, richiamandosi a quel pluralismo democratico in grado di rendere forte il principio di rappresentanza.

La concertazione – che comporta per ciascuno degli attori in gioco un obbligo al riconoscimento della propria parzialità ma anche del necessario contributo a soluzioni condivise – si rivela in questo scenario una modalità di governo delle politiche pubbliche in grado di conseguire un efficace equilibrio tra rispetto e soddisfacimento dei bisogni sociali da un lato, e perseguimento di obiettivi comuni e condivisi dall’intera comunità dall’altro.

PRIMI ELEMENTI DI UN PROGRAMMA

Il Movimento Politico PPA (Federazione Italiana) nasce per trovare convergenze tra posizioni simili e indicare soluzioni nuove ai dilemmi della crisi italiana, attraverso il confronto di idee, di programmi, nonché la ricerca della partecipazione e del consenso popolare. In questa prospettiva vengono proposti alcuni elementi per una riflessione programmatica iniziale, alla cui definizione ulteriore sono chiamate tutte le risorse intellettuali e tutte le passioni civili che si riconoscono in questo manifesto.

RIDEFINIZIONE DELLA FORMA DI STATO E DI GOVERNO

La riforma federalista dello Stato e la nuova forma di governo devono rispondere ad un disegno complessivo coerente e devono assicurare un effettivo equilibrio dei poteri e una rinnovata stabilità politica, che consenta il dispiegarsi di indirizzi non effimeri, più aderenti alle indicazioni costituzionali e alle esigenze della società attuale. A questo fine, occorre riconsiderare la questione del modo di elezione della rappresentanza, posta con forza dalla crisi del sistema maggioritario all’italiana che è stato respinto con la mancata partecipazione al referendum e con la vistosa insoddisfazione rispetto ai proclamati obiettivi di stabilità, coerenza programmatica ed efficienza dei governi. La proposta è di adottare: un sistema proporzionale alla tedesca con soglia di sbarramento sufficiente a scoraggiare la eccessiva frammentazione, consentendo tuttavia alle forze politiche di accordarsi su programmi liberamente e non per la costrizione momentanea dell’evento elettorale, cui segue quasi fatalmente la disgregazione nel momento della governabilità; l’elezione del Premier in Parlamento con la partecipazione piena delle nuove realtà federali; l’istituto della sfiducia costruttiva per assicurare al governo la stabilità necessaria alla realizzazione dei programmi. La riforma è resa tanto più urgente dalla fase costituente che l’Unione Europea deve affrontare per un governo finalmente politico e democratico dei processi economici e sociali.

Ma anche dar vita a quelle forme di una nuova visione della partecipazione dei Cittadini attraverso le tecnologie sempre più attive nella vita sociale. Con tutte le formazioni federate, il PPA ha l’intento di creare procedure di alta tecnologia che permettano una partecipazione attiva dei Cittadini alla vita pubblica dello Stato.

FEDERALISMO

Il federalismo dovrà mantenere la promessa di una amministrazione pubblica efficiente e vicina ai cittadini ma, al contempo, capace di dare contenuti e ispirazioni ad una moderna idea di

“interesse nazionale”. Nel realizzare questa radicale alternativa rispetto alla tradizione del centralismo amministrativo italiano vanno tenute in considerazione tre distinte esigenze:

  • una ampia libertà di auto-organizzazione a livello locale secondo i principi della sussidiarietà, dell’efficienza, dell’adeguatezza delle soluzioni alle specificità di ogni territorio;
  • la necessità di un coordinamento non fittizio delle politiche di perequazione tra regioni e regioni, specie sui terreni della fiscalità e delle prestazioni universali, con l’obiettivo del superamento degli squilibri storici tra il nord e il sud del nostro Paese;
  • Un centralismo che armonizzi, la gestione del Paese in stretta relazione con gli enti Il punto programmatico più importante e più urgente è quello relativo alla armonizzazione delle relazioni con le Regioni perché solo portando le regioni alla co-gestione si può governare il Paese,  rendendo le stesse attive, partecipi nel  processo legislativo, si può combattere la tendenza onnivora tipica di qualunque assemblea legislativa nazionale, come pure la tendenza all’irresponsabilità di autonomie regionali non impegnate nella definizione e nel perseguimento di interessi nazionali condivisi.

ECONOMIA

L’economia, così come la politica, è una disciplina sociale e discrezionale di organizzazione e allocazione ottimale delle risorse, complessa e articolata che va governata, gestita, monitorata, rettificata giorno per giorno per ottenere le migliori prestazioni dalle nostre potenzialità umane e produttive e il maggiore beneficio collettivo per la società. Immaginare invece di stabilire a monte vincoli, limiti, parametri quantitativi completamente insensati e distanti dalla realtà e pensare che sia poi l’ingovernabilità del libero mercato o il caos indistinto della legge del più forte a dettare le regole e stabilire gli equilibri sociali, è un atteggiamento retrogrado, primitivo e antiumano da cui prendiamo nettamente le distanze. Dopo aver assimilato bene questo fondamentale cambio di paradigma culturale di cui dobbiamo essere partecipi e promotori, non esisterà più alcun limite o obiettivo economico che l’umanità non potrà raggiungere  e  superare  con  tutti  gli  strumenti  fiscali,  finanziari,  politici  a  disposizione. Il progresso umano, civile, scientifico o economico che sia,  nasce  sempre  dalla  sintesi e dalla ricerca di armonia ed equilibrio tra elementi spesso contraddittori e discordanti, non dallo scontro  brutale   fine   a   se   stesso   che   aumenta   indefinitamente   gli squilibri,   i conflitti e le disuguaglianze.

Il TURISMO E LA BELLEZZA COME PIANO STRATEGICO NAZIONALE PER LA RIPARTENZA DEL PAESE

Si vuole ridare slancio all’economia attraverso la creazione di un PIANO STRATEGICO NAZIONALE di valorizzazione del nostro Paese. Sarà pensato per durare nel tempo perché dovrà garantire la prosperità alle future generazioni. Il piano intende realizzare subito la crescita economica attraverso la valorizzazione dell’intero patrimonio paesaggistico, artistico- culturale ed enogastronomico presente nel nostro Paese, del MADE IN ITALY e delle eccellenze italiane nei vari settori.

Il progetto strategico nazionale interesserà tutto il territorio italiano attraverso un’attenta progettazione e pianificazione per la creazione duratura di servizi, aree tematiche, eventi, infrastrutture, comprese quelle telematiche di trasmissione dati ad alta velocità, un vero e proprio “sistema nervoso” attraverso il quale i dati possano fluire alla massima velocità in modo da supportare lo sviluppo dell’internet, della comunicazione, dell’energia e della logistica, oltre alla formazione del personale in grado di offrire standard qualitativi elevati garantendo al visitatore una esperienza immersiva unica nell’Italian style. Il tutto nel rispetto dell’ambiente e della tutela della popolazione residente. Il piano si propone di raddoppiare in pochi anni il PIL legato al turismo in Italia posizionando il nostro Paese ai vertici del pianeta sia per presenze, sia per ricavi. Il progetto è destinato ad assorbire buona parte dei disoccupati italiani con conseguente e duratura riduzione del tasso di disoccupazione.

Di pari passo si utilizzeranno, da subito, le nuove risorse economiche ottenute per procedere ad una riduzione delle aliquote fiscali e investimenti sulla ricerca riappropriandoci dei nostri “cervelli” e garantendo alle future generazione un avvenire in Italia. Le maggiori risorse finanziarie consentiranno una lenta, ma efficace riduzione del debito pubblico attraverso una saldo attivo del debito tra scadenza e nuove emissioni.

Il progetto dovrà ispirarsi ai seguenti principi:

  1. Progettualità e fattibilità
  2. Miglioraramento della qualità della vita dei cittadini
  3. salvaguardia dell’ambiente
  4. ricerca di soluzioni durature
  5. reversibilità delle scelte

SOVRANITA’ MONETARIA

La Moneta è un Bene Comune come l’aria o l’acqua. La moneta pertanto è un bene inalienabile di proprietà dei cittadini e appartiene al popolo, il quale la utilizza e ripartisce a beneficio della collettività. La Moneta Comune serve a quantificare il valore intrinseco della Ricchezza reale e finanziaria prodotta da tutti i cittadini  del paese: il lavoro, le competenze, le qualifiche, la formazione, i beni, i servizi, la coesione e lo stato sociale, i  diritti, le tutele assistenziali e previdenziali. La moneta fisica scelta volta per volta da uno Stato per esercitare, dirimere e contabilizzare le sue funzioni rappresenta solo una modalità convenzionale per misurare e valorizzare la vera Moneta Comune di un paese, la sua reale Ricchezza. Sono i comuni cittadini di uno Stato a dare valore ad una certa moneta fisica piuttosto che ad un’altra, accettando il suo utilizzo e la sua circolazione come mezzo di pagamento e unità di misura del valore dei beni reali e finanziari scambiati.

Continuare a trattare la moneta come un bene a se stante o una riserva di valore, indefinitamente accumulabile, intercambiabile e negoziabile con gli altri beni o titoli finanziari, contribuisce a creare fraintendimenti e ambiguità,  che  alterano  il  normale  e  corretto  flusso  degli  scambi commerciali e privano molto spesso la cosiddetta “economia reale” dei mezzi necessari a misurare e quantificare i pagamenti.

Partendo da queste premesse, noi chiediamo che sia lo Stato l’unico e insindacabile fornitore dei mezzi di pagamento utilizzati dai cittadini, al fine di valorizzare equamente e correttamente la Ricchezza reale e finanziaria del paese. Noi chiediamo che sia un Ente Pubblico (la Banca Centrale Nazionale, Banca d’Italia, oggi di proprietà dei maggiori gruppi bancari privati italiani), direttamente collegata e subordinata alle istituzioni democratiche dello Stato, e non più un organismo privato, autonomo e indipendente (la BCE), a gestire il processo di creazione, emissione e circolazione della massa monetaria utilizzata dai cittadini. La Banca Centrale dovrà fornire periodicamente a costo nullo allo Stato, in base all’andamento dei principali indici economici monitorati (disoccupazione, sviluppo sostenibile, inflazione, bilancia dei pagamenti con l’estero), i mezzi di pagamento necessari, sotto qualsiasi forma (moneta elettronica, banconote, monete metalliche), con l’unico scopo di favorire gli scambi commerciali ed agevolare l’equa redistribuzione della ricchezza all’interno dei confini nazionali.
Pertanto, l’Italia procederà al recupero integrale ed immediato della sovranità monetaria nazionale illegittimamente ceduta ad organismi ed enti sovra- ed extra-nazionali, mediante il disconoscimento unilaterale dei relativi trattati tutti, sottoscritti in manifesta violazione della Carta Costituzionale, con contestuale Rideterminazione dell’euro, ri/nazionalizzazione della Banca d’Italia (e suo collegamento con il Ministero del Tesoro), e ridefinizione dei rapporti con i paesi dell’attuale UE sulla base di accordi doganali e di cooperazione commerciale, aventi ad oggetto la libera circolazione sia dei beni, che delle persone, che dei capitali, con previsione, in subordine, eo in alternativa, di analoghe equivalenti trattative con paesi di altra area geografica.

SOVRANITA’ DEMOCRATICA, POLITICA, ECONOMICA, SOCIALE, NAZIONALE

Lo Stato deve agire in tutte le sedi opportune per conseguire un immediato ed integrale recupero della piena sovranità nazionale del popolo italiano, illegittimamente ceduta ad organismi ed enti sovra- ed extra-nazionali. Per fare ciò lo Stato italiano dovrà appellarsi al principio di autodeterminazione dei popoli come previsto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, i cui principi guida ispiratori rimangono ancora oggi dirimenti e insindacabili. Preso atto di questa violazione originaria, lo Stato italiano deve procedere ad un rapido disconoscimento unilaterale dei relativi Trattati Europei tutti (Roma, Maastricht, Amsterdam, Lisbona), sottoscritti in manifesta violazione della Carta Costituzionale italiana del 1948 e della stessa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In seguito a questo atto sovrano ineludibile ed improrogabile, lo Stato italiano deve procedere al recupero pieno ed integrale della sovranità territoriale e militare, illegittimamente cedute con il Trattato di Velsen (gendarmeria europea). Parallelamente e conseguentemente, devono essere dichiarate illegittime tutte le modifiche della Carta Costituzionale in contrasto con i principi fondamentali della stessa, attuate su richiesta e/o indirizzo e/o influenza e/o pressioni diretti ed

indiretti di organismi ed enti sovra/extra nazionali, e in aperta violazione della stessa Carta (ad es, da ultimo, modifica agli artt 81, pareggio di bilancio fiscale, 97 e 119 C Cost).

In conseguenza della recuperata sovranità politica, economica e militare, lo Stato italiano dovrà procedere alla negazione e/o rinegoziazione del debito pubblico iniquo ed illegittimo, soprattutto per quanto concerne la quota parte riferita a creditori esteri o bancari nazionali e creata grazie a manovre inique, e velleitarie operazioni monetarie di rifinanziamento interbancario delle Banche Centrali, che hanno impropriamente favorito i gruppi bancari italiani e stranieri e consentito un incessante speculazione finanziaria sui titoli del debito pubblico dello Stato.

RIFORMA BANCARIA E REGOLAMENTAZIONE DEI MERCATI FINANZIARI

Noi chiediamo che sia attuata una vera e propria controriforma bancaria, affinché i grandi gruppi finanziari italiani vengano di nuovo smembrati in piccole entità nazionali e locali più aderenti alle esigenze del territorio in cui operano. Innanzitutto bisogna ristabilire una netta distinzione fra le banche commerciali, specializzate nell’attività creditizia, e banche d’investimento, più marcatamente focalizzate nella compravendita di titoli obbligazionari e azionari.

Le banche commerciali dovranno fornire ai risparmiatori il servizio di raccolta e custodia dei depositi, utilizzando per i prestiti solo la parte dei fondi che i depositanti avranno volontariamente e preventivamente autorizzato a questo scopo, condividendo con la banca sia i profitti che le eventuali perdite di gestione. Il sistema truffaldino della riserva frazionaria, attraverso il quale le banche hanno impunemente continuato a creare denaro dal nulla, deve essere abolito. Le banche d’investimento, oltre alle normali attività di collocamento, fusione o scorporazione aziendale, avranno il compito esclusivo di raccogliere quella parte di risparmi indirizzati all’acquisto di titoli finanziari italiani ed esteri, con la dovuta e necessaria regolamentazione del settore degli strumenti derivati e dei titoli cartolarizzati. A differenza delle banche commerciali, le banche d’investimento avranno maggiori concessioni riguardo all’utilizzo e alla circolazione dei capitali internazionali, fermo restando l’obiettivo prioritario di mantenere un adeguato equilibrio nella bilancia dei pagamenti con l’estero.

Dopo il drastico processo di smantellamento e privatizzazione del settore bancario italiano , lo Stato dovrà procedere ad una ridefinizione e ristrutturazione dell’intero sistema, che delimiti i confini e i campi di pertinenza di tale settore, eliminando tutti i vantaggi di posizione e privilegi acquisiti in passato. Contemporaneamente bisognerà attuare un progressivo programma di regolamentazione dei mercati finanziari, che eviti gli eccessi e gli squilibri economici causati dall’introduzione di strumenti strutturati e derivati che alterano il valore di  Ricchezza reale espresso in precedenza.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA

Ricerca e studi per un graduale ammodernamento etico dello stato, i quali prevedano una forma di assoluta trasparenza e di partecipazione democratica dei cittadini.

Modifica degli artt. 50 e 71 II comma Costituzione per l’introduzione di tempi certi di  disamina ed approvazione, che riguardano gli strumenti della petizione e dell’iniziativa di legge popolare.  La democrazia partecipativa con il potenziamento degli strumenti di partecipazione democratica (referendum, petizione popolare e iniziativa di legge popolare) sono gli unici principi o valori che assicurano oggi il corretto funzionamento di un moderno Stato democratico. Il cittadino deve sentirsi parte integrante e attiva della comunità, mentre le istituzioni devono mettere a disposizione del cittadino tutti i dispositivi giuridici e tecnologici per fare sentire in tutte le sedi opportune la sua voce e la sua azione creatrice e riformatrice. Per fare questo, lo Stato deve  seguire un preciso programma di sburocratizzazione, snellimento e semplificazione delle istituzioni per accorciare le distanze con il cittadino, predisponendo delle piattaforme informatiche che rendano immediato il dialogo e proficuo lo scambio di idee e di proposte  A ciò si aggiunge l’adozione di strumenti moderni di verifica dei risultati per tutti i programmi pubblici in materia di diritti dei cittadini (giustizia, scuola, sanità, trasporti, dotazione infrastrutturale e fiscalità).

FISCALITA’ (art. 53 Costituzione) applicazione del criterio di progressività nel sistema tributario.

Semplificazione e riorganizzazione, alla luce dei principi sopra richiamati, dell’intera materia fiscale. Riforma decisa della giustizia tributaria nel rispetto dei principi di piena autonomia, terzietà, imparzialità e competenza.

Armonizzare il rapporto tra Fisco e cittadino- contribuente è elemento indispensabile al fine di far avvertire le Istituzioni dello Stato al servizio e non sentirle come soggetti vessatori . Per noi è una questione di civiltà, quindi imprescindibile per riequilibrare il rapporto, portando davvero al servizio del cittadino lo Stato ed il suo apparato.

POLITICHE ECONOMICHE ESPANSIVE E PARTECIPAZIONE ATTIVA DELLO STATO IN ECONOMIA

In attuazione e nell’esercizio della recuperata piena sovranità economica, monetaria e fiscale, lo Stato dovrà adottare un prioritario e deciso intervento di politica monetaria e fiscale di tipo espansivo (immissione di liquidità attraverso gli strumenti di politica monetaria e taglio secco della pressione fiscale e previdenziale), con contestuale pieno ed effettivo esercizio della sovranità nazionale in tutti gli ambiti sinora trasferiti alla competenza esclusiva eo concorrente dell’UE, con un’attenzione particolare alle politiche agricole, che liberate da tutti i vincoli comunitari, potranno trovare nuovo impulso, con conseguente rivalorizzazione della produzione a beneficio e tutela dei cittadini, rifiutando fermamente l’asservimento lobbistico all’industria degli OGM, e con un deciso nuovo impulso e rivitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese, vero tessuto e cuore pulsante dell’economia italiana.

La nuova base monetaria nazionale potrà essere introdotta all’interno del circuito economico nazionale soltanto attraverso lo strumento della “Spesa Pubblica” dello Stato. Questi nuovi fondi pubblici saranno privi di debito all’emissione e dovranno essere utilizzati innanzitutto per garantire tutti gli obiettivi fissati di politica economica, monetaria e fiscale. Rispettando le esigenze e l’importanza del libero mercato, lo Stato deve però mantenere un quota di partecipazione pubblica nei settori strategici e nei servizi essenziali, per garantire la continuità di erogazione degli stessi servizi alla cittadinanza: energia elettrica, gas, acqua, trasporti, telefonia, e dei beni del demanio pubblico ceduti nell’ambito delle politiche di privatizzazione (dai primi anni ’90 in poi). Stato e Mercato devono agire in totale simbiosi ed armonia, evitando a monte qualsiasi tipo di conflitto. Gli investimenti a lungo termine dello Stato saranno indirizzati principalmente verso quei settori o ambiti di ricerca che sono ritenuti scarsamente profittevoli o troppo rischiosi dagli investitori privati: ricerca medica, biologica, chimica, sviluppo ecosostenibile, risparmio energetico, tutela del territorio, infrastrutture, messa in sicurezza degli edifici, patrimonio artistico, attività culturali.

Lo Stato, in perfetta sinergia con il suo tessuto produttivo, dovrà garantire nel tempo un equilibrio stabile e duraturo della bilancia dei pagamenti con l’estero, favorendo una maggiore diversificazione della produzione interna e pur non limitando le importazioni ai soli beni e servizi non sostituibili, concentrare maggiore attenzione al settore produttivo del ns Paese. Essendo riconosciuta la carenza di fonti energetiche primarie, come petrolio e gas naturale, lo Stato dovrà impegnarsi nella stesura di un piano energetico nazionale che incentivi adeguatamente la produzione di energia da fonti rinnovabili e riduca al minimo l’utilizzo di fonti non rinnovabili di energia.

POLITICHE DEL LAVORO: PROGRAMMI DI PIENA OCCUPAZIONE E SALARIO MINIMO GARANTITO

Revisione integrale, alla luce dei principi di semplificazione e razionalizzazione, delle riforme del mercato del lavoro susseguitesi dal 1997 ad oggi.  La riacquisita sovranità monetaria, i Deficit Positivi di bilancio pubblico e le manovre di politica economica di lungo termine dello Stato, dovranno perseguire il principale obiettivo di una moderna democrazia: la piena occupazione.

Lo Stato dovrà comportarsi come un datore di lavoro di ultima istanza, per assorbire i disoccupati nei periodi di recessione economica da impiegare in lavori socialmente utili, formazione, ricerca, apprendistato.

Con opportuni incentivi e piattaforme di scambio, questi lavoratori saranno invogliati ad accettare impieghi più remunerativi nel settore privato quando il ciclo economico sarà di tipo espansivo. In ogni caso lo Stato assicura un salario minimo garantito(al fine di prevenire lo scadimento o caduta in stato di indigenza di ogni cittadino) a tutti gli inoccupati o disoccupati finché questi ultimi non troveranno un impiego o nel settore pubblico o nel settore privato.

ISTRUZIONE

Riorganizzazione dell’istruzione, con la massima valorizzazione del merito, ma ( garantendo a ciascuno l’accesso alla formazione) e nel pieno rispetto del principio dello sviluppo delle attitudini e aspirazioni individuali.

Rivalutazione professionale e sociale degli insegnanti , esonero dal pagamento di qualsivoglia tassa scolastica, per studenti di ogni ordine e grado, ivi comprese le tasse universitarie.

CULTURA:

La Cultura determina la competitività di un Paese. L’innalzamento del livello culturale della popolazione costituisce una priorità. Rendere accessibile a tutti, gratuitamente, la cultura rappresenta per il Paese un investimento sicuro nel tempo. In questo La tv pubblica sarà un formidabile alleato, per questo motivo lo spazio dedicato ai programmi culturali sarà notevolmente incrementato.

TUTELA AMBIENTALE e BENESSERE dei CITTADINI

La tutela ambientale é al vertice delle nostre attenzioni. Lo sviluppo economico del Paese in chiave turistica richiede particolare cura e salvaguardia del territorio e dell’ ambiente a tutela dei nostri asset. Per questo motivo grande attenzione sarà rivolta nel contrastare il fenomeno dell’abuso edilizio e dell’erosione ingiustificata del suolo. Occorre affrontare l’inquinamento con una progettualità a lungo termine investendo e favorendo l’impiego di energie pulite e innovative. Lo stesso dicasi sulla gestione dei rifiuti dove occorre una capacità di affrontare il problema a monte, ottimizzando la raccolta e il riciclo, ma anche riducendone la quantità, agendo ad esempio sulla ottimizzazione degli imballaggi. L’attenzione alla salute dei cittadini costituisce per noi una priorità assoluta, perché non solo garantisce una migliore qualità della vita, ma riduce i costi sociali.

SANITA’ E PREVIDENZA

Ridefinizione, riorganizzazione e rinnovata valorizzazione del sistema sanitario nazionale (basato sulla libertà di scelta terapeutica, a tutela dei cittadini e non asservito alle lobby farmaceutiche), degli interventi di tipo previdenziale ed assistenziale a tutela dei diritti costituzionalmente garantiti e delle categorie svantaggiate, inclusa la disciplina dei regimi pensionistici , implementando l’importo del minimo pensionistico, teso a garantire la giusta e concreta sussistenza di ogni cittadino  della ns Repubblica.

TUTELA SOCIALE E POLITICHE PER LA FAMIGLIA

 

In ambito economico e sociale, l’unico investimento che resiste nel tempo, e quindi il più prezioso, sono i nostri figli. Le nuove generazioni sono quelle che potranno risolvere, con i loro talenti, problemi e sfide che continuano ad avanzare. Purtroppo, il sistema economico “neoliberista” in cui siamo immersi, fa sì che ,si percepiscano i figli non come una risorsa, ma come un costo, spesso insostenibile.

La vera valorizzazione della famiglia, in tutte le sue componenti, si può avere solamente in uno Stato che abbia dei valori (Sociali inclusivi) e che possa sostenere questi valori attraverso la corrispondente emissione monetaria atta a finanziarne obiettivi e progetti , tesi a garantire la sussistenza di ciascuno.

RICERCA, SCIENZA E TECNOLOGIA

Poderoso impulso alla ricerca, sia scientifica sia tecnica, in particolare, ma non solo, nei settori tecnologico, delle energie, della sanità, della medicina e della fisica, con particolare valorizzazione del merito e dei risultati, nel pieno rispetto del principio costituzionale di cui all’art.9 della Costituzione.

IMMIGRAZIONE

L’Italia dei prossimi anni, per lo sviluppo produttivo e per il mantenimento dei livelli di tutela sociale del Paese, richiederà nuovi e corposi flussi migratori, i quali vanno gestiti con efficienza e rigore, in modo da favorire il positivo inserimento delle comunità straniere nel tessuto sociale delle regioni italiane. Contro ogni facile pietismo, questi processi di integrazione non possono esaurirsi nel breve periodo, ma richiedono tempi necessariamente più lunghi: essi saranno tanto più rapidi quanto maggiore sarà il rigore con cui i nuovi cittadini ospiti dovranno confrontarsi, garantendo in questo modo la sicurezza di tutti i cittadini e il superamento di ogni forma di odiose discriminazioni. A ciò si devono accompagnare:

  • misure più idonee(atte ad una sana e proficua accoglienza) per contrastare l’entrata e la presenza clandestina, compresa la lotta al lavoro sommerso, in gran parte causa e non effetto della presenza illegale;
  • una programmazione nazionale dei flussi con la partecipazione delle Regioni, tenendo anche conto della necessità della promozione del riequilibrio occupazionale tra le aree del Paese;
  • un impegno forte del sistema delle autonomie locali nelle politiche di integrazione sociale, decisive per un’ordinata convivenza civile, una società multietnica che guardi l’orizzonte di una armonia sociale, pur richiamandosi ad una ospitalità fraterna ma

SICUREZZA

Una delle conseguenze non previste del benessere conquistato in questi anni è costituito dal riemergere di una criminalità minore, dovuta anche alla saldatura tra forme tradizionali di criminalità interna con alcuni effetti indesiderati connessi ai flussi migratori. Ne è derivato il diffondersi in tutti gli strati della popolazione, specie nelle regioni più ricche, di un senso di incertezza rispetto alla propria sicurezza individuale e alla sicurezza della propria abitazione. Da un lato, dunque, il fronte della lotta alla grande criminalità organizzata deve continuare ad essere presidiato nonostante il minore allarme sociale; dall’altro lato vanno trovate risposte, soprattutto locali, al problema della sicurezza individuale. Ciò significa un maggiore controllo del territorio, realizzato a livello di comunità locali, da esercitarsi anche in forme nuove e meno costose rispetto al solo uso delle forze di polizia. Si tratta di soluzioni che devono essere alternative alla logica dell’azione diretta da parte dei cittadini, la cui pericolosità e irrilevanza pratica vanno apertamente contrastate. L’obiettivo della sicurezza dei cittadini è compatibile con l’integrazione  quando le “mature” condizioni di accoglienza, sono propedeutiche a generare condizioni ottimali  di ospitalità ,all’interno del rispetto rigoroso delle regole che la comunità nazionale si è data.

Il recupero della sovranità monetaria, onde perseguire l’ovvio obiettivo di riacquisire il diritto”esclusivo” all’esercizio della sovranità legislativa, escludendo ogni cessione a terzi della stessa, al fine di consentire al ns amato Paese di operare et tutelare;

Il lavoro, la dignità dei lavoratori, la abnegazione delle partite iva, il piccolo commercio, i negozi di prossimità, quali aggregati sociali di grande utilità solidale per armonizzare la vita dei quartieri delle città della ns amata Nazione!

Tutela del diritto alla casa, ed impignorabilità della stessa quando trattasi di prima abitazione.

Una politica tesa a tutelare i diritti della famiglia, vede in primis la necessità di tutela della casa, in qualsivoglia forma, garantire un “tetto” ad ogni cittadino Italiano previene lo stato di indigenza, quindi è una questione di civiltà, per noi inderogabile.

Attenzione a quella classe media ormai da anni bistrattata e costretta sempre più ad un detrimento economico e sociale non più sopportabile. Il benessere del cittadino “bene” primario della società, è per noi un diritto, oltre che un dovere per chi governa il Paese.

PARTECIPAZIONE

La sfida di questo progetto è il cambiamento della politica. Le donne e gli uomini liberi che lo condividono e sono disponibili a mettersi insieme, partecipando e assumendo i rischi di questa sfida, possono essere attori protagonisti di una nuova stagione politica del Paese.

Capo forza politica: Antonio Piarulli

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